Nel 2014 il gruppo aveva presentato due quadricotteri automatici utilizzabili per riprese. Questa volta il nuovo team presenta una APP che permette di interagire con ricostruzioni 3D di esterni e interni.

I droni hanno costituito uno degli strumenti per acquisire immagini e dati per effettuare le ricostruzioni. Si è partiti da una domanda legata al turismo nella nostra provincia e in particolare al valore culturale dei numerosi castelli disseminati sul territorio.

Ci si è chiesti:

come si potrebbero invogliare i giovani a visitare i castelli dell’Alto Adige?

Da cui è conseguita la domanda più specifica:

come rendere appetibile all’uomo moderno la visita a edifici di epoca medioevale?

Con questo progetto, infatti, si intende sperimentare e mettere a punto tecnologie innovative per innescare forte interesse relativamente a siti storico-culturali di rilievo. Il prodotto finale vuole essere un’applicazione interattiva multipiattaforma, user-friendly, gratuita che permetterà agli utenti non solo di accostarsi e visitare virtualmente i siti in questione, ma anche di accedere a molteplici contenuti multimediali dal proprio dispositivo mobile durante il tour virtuale della location. Per questo sono state testate tecnologie per la cattura di immagini georeferenziate, riprese panoramiche, ricostruzione in 3D tramite sensoristica all’avanguardia sui castelli dell’Alto Adige. Alcuni dispositivi sono stati collocati su velivoli ad ala mobile e fissa, automatizzati e sperimentati appositamente per questo scopo. E’ stata sviluppata, soprattutto, la tecnologia per l’utilizzo di sensori specializzati per la ricostruzione in 3D, di cui uno di ultima generazione e la creazione di file utilizzabili sia per visualizzazione in 3D che per l’eventuale stampa di parti dell’edificio o di elementi di interesse.

Risulta interessante il confronto fra tre tecniche differenti per l’acquisizione e ricostruzione 3D.

Si è partiti da un’idea lasciata in eredità dai predecessori di RRobotics che prevede l’acquisizione di immagini in stereoscopia, che una volta implementata è stata confrontata con tecniche più moderne che prevedono l’utilizzo di software per la composizione di immagini georeferenziate. E’ stata sperimentata con successo l’acquisizione e ricostruzione tramite Kinect e si sta sperimentando il nuovo sensore “Structure”.

Per cui si giunge, dopo appositi test, a individuare la tecnica più efficace e praticabile a seconda della situazione.

L’APP presenta notevoli potenzialità di sviluppo che verranno in parte implementate nell’immediatissimo futuro.

L’intenzione rimane comunque quella di invogliare il visitatore virtuale a divenire un reale turista che apprezzi dal vivo i siti di interesse della nostra provincia.

Per questo lo strumento fornisce “assaggi” di ciò che si potrebbe apprezzare a pieno solamente con una visita “sul campo”. Si propone di renderla visibile e scaricabile su siti specializzati in promozione turistica locali e internazionali visti i contenuti in tre lingue.

Relazione del progetto

Da sinistra: Nicolò Bussi, Gregorio Giovanazzi, Michele Calvanese, Manuel Leoni, Lorenzo De Noia
Manifesto del progetto

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